Riformismo o rivoluzione: una questione vitale per il movimento operaio venezuelno
Scritto da Dario Salvetti
22 / 07 / 2008
La campagna internazionale Giù Le Mani dal Venezuela ha collaborato insieme alla Cmr venezuelana (Corrente Marxista Rivoluzionaria) e alla Tmi (Tendenza Marxista Internazionale) alla promozione e al lancio in Venezuela del nuovo libro di Alan Woods “Riformismo o rivoluzione: il marxismo ed il socialismo del secolo XXI. Una risposta a Dietrich”.
Dietrich è un filosofo tedesco, residente in Messico ma estremamente noto in Venezuela, la cui caratteristica principale è quella di utilizzare costantemente la propria autorità per spargere moderatismo all'interno del processo rivoluzionario bolivariano. A differenza dei riformisti della peggior specie, Dietrich ha una capacità spiccata di presentare i luoghi comuni del riformismo sotto la veste di un'apparente scientificità marxista. Dietrich non è quindi uno dei più beceri riformisti ma proprio per questo è uno dei più pericolosi, con la propria abilità nel far sgorgare conclusioni riformiste dall'interno di un guscio apparentemente marxista e rivoluzionario. Dove un riformista attacca solitamente alla radice l'esigenza di costruire un'economia pianificata, Dietrich si limiterà a cercare di dimostrare l'impossibilità di costruire tale economia nel Venezuela del 2008 in base alla stessa dottrina di Marx. A ben vedere il risultato finale non cambia: la prospettiva rivoluzionaria in entrambi i casi è derubricata a qualcosa di lontano, da raggiungere con un lento gradualismo fatto di piccoli passi.
Il libro di Alan Woods prende in realtà a pretesto alcune argomentazioni di Dietrich per sviluppare una polemica a tutto campo contro le più classiche idee riformiste. Tale polemica non ha nulla di accademico. Se questo è vero in ogni paese del mondo, lo è tanto di più in Venezuela. Non si tratta della polemica tra due grandi pensatori o due grandi scrittori, ma una sfida tra due linee politiche che possono condurre la rivoluzione venezuelna alla vittoria o alla sconfitta. E stessa sorte toccherebbe di riflesso, con tutta probabilità, alla rivoluzione cubana e al resto dei processi di lotta in America Latina.
Il libro di Alan Woods è già uscito in edizione spagnola e inglese, edizioni a cui siamo certi ne seguiranno altre in svariate lingue. L'edizione venezuelna è stata ampiamente presentata alla stampa, raccomandata e commentata dal candidato governatore dello Stato di Barinas, Adan Chavez, fratello del presidente. Non è la prima volta che accade: libri e scritti di Alan Woods sono stati citati dallo stesso Hugo Chavez in più di un'occasione. L'ultima in ordine cronologico è stata il 30 maggio quando in occasione delle assemblee per designare i candidati del Psuv alle prossime elezioni amministrative e governative, Chavez in diretta televisiva ha affermato che stava leggendo uno dei libri del suo amico Alan Woods, “Storia del Bolscevismo”. Con una copia del libro in mano, ha poi citato alcuni paragrafi alfine di sottolineare l'importanza della costruzione del partito rivoluzionario.
Tuttavia la principale sfida per un testo marxista non è guadagnarsi la ribalta delle cronache televisive e giornalistiche, né il favore di nomi ben in vista. L'obiettivo del pensiero marxista è quello di diventare una forza in grado di influenzare gli avvenimenti collegandosi al movimento reale della classe. Per parafrase Marx, l'arma della critica diventa una forza materiale quando si collega alle masse. Nonostante sia appena uscito, il libro di Alan Woods può dire di aver già raggiunto parte di questo suo obiettivo visto che è stato presentato e discusso di fronte ad alcune delle esperienze operaie e di lotta più avanzate del Venezuela (e di conseguenza di tutta l'America Latina).
Il fine di questo libro, così come gli altri scritti di Alan Woods, non è del resto quello di promuovere l'autorità o la fama dell'autore, ma quello esplicito di costruire la Cmr (Corrente Marxista Rivoluzionaria) in Venezuela. La visita dello stesso Woods è stata annunciata sul sito bolivariano Aporrea come la visita di uno dirigenti internazionali della Tmi (Tendenza Marxista Internazionale). Non c'è da stupirsi quindi che il suo viaggio sia cominciato proprio dal 5° Congresso della Cmr, celebratosi all'interno della Inveval, fabbrica nazionalizzata sotto il controllo operaio. Durante i tre giorni di congresso sono passati circa 100 compagni, tra delegati e invitati, tra cui Luis Primo, dirigente sindicale del coordinamento della Unt della zona Caracas-Miranda, e diversi attivisti sindacali dell'industria automobilistica di Anzoategui o dall'industria edile di Vargas o ancora dalla fabbrica occupata Inaf.
Il giro di presentazione del libro ha poi toccato – come già detto – alcuni dei settori più combattivi e importanti del proletariato venezuelno. Il 19 giugno ad esempio è stato presentato davanti a 200 lavoratori della Pdvsa (l'azienda petrolifera venezuelna, uno dei colossi industriali più grandi di tutta l'America Latina) di Monagas e di fronte a 100 lavoratori del campo di estrazione petrolifera di Morichal. Qua Alan Woods ha ricordato come siano meschine le argomentazioni di chi sostiene che il socialismo non sia applicabile in Venezuela a causa del livello di coscienza troppo basso dei lavoratori. Sono stati quegli stessi lavoratori a salvare la rivoluzione in occasione della serrata padronale del 2002-2003. Come ha ricordato Woods “è la base della rivoluzione quella che ha salvato il processo rivoluzionario più e più volte”.
Due giorni dopo è stata la volta di un'assemblea con i lavoratori del settore automobilistico: oltre 600 lavoratori sono giunti in delegazione dagli stabilimenti della Mitsubishi, Macusa e Vivez di Anzotegui, dalla Toyota di Cumanà, nello Stato di Sucre, dalla Ford e Chrysler di Valencia (Stato di Carabobo). A questa assemblea si sono unite anche delegazioni di altre categorie sindacali, come i lavoratori dell'azienda che detiene praticamente il monopolio del settore alimentare, la Polar.
A quel punto Alan Woods ha continuato il suo giro di assemblee nello Stato di Zulia, uno dei più popolati del Venezuela. Qua ha commentato criticamente l'incontro avvenuto l'11 giugno tra Chavez e il fiore dell'imprenditoria venezuelna. In questo incontro Chavez ha promesso al gotha del capitale venezuelno aiuti e sgravi fiscali, in cambio di un aumento della produzione e di un'attitudine collaborativa nei confronti della costruzione del socialismo. Tale incontro è dovuto precisamente all'illusione che in Venezuela possa esistere una convivenza pacifica tra costruzione del socialismo e borghesia nazionale. Si tratta dell'illusione, sparsa a piene mani dai consiglieri che circondano Chavez, di poter costruire un'economia mista tra settore statale e privato, in grado di pianificare lo sviluppo armonioso del paese.
“Dio ci guardi dai consiglieri che stanno attorno al presidente Chavez. – ha commentato Alan Woods – L'idea di poter controllare il capitalismo attraverso un'economia mista è una pericolosa illusione. Non puoi pianificare ciò che non controlli e non puoi controllare ciò che non possiedi. I capitalisti stessi hanno abbandonato il keynesismo (forma di intervento pubblico nell'economia capitalista – Ndr) negli anni '70 perchè porta ad un'esplosione dell'inflazione. Questo è quello che sta succedendo in Venezuela. I prezzi sono saliti del 30% in un anno e quelli dei generi alimentari addirittura del 47%”. Riguardo all'incontro dell' 11 giugno, ha poi continuato: “Chavez non ha convinto i capitalisti e non ha di certo convinto la classe media che vota contro di lui. Ha solo contribuito a seminare confusione e disorientamento tra i settori di base del processo rivoluzionario. Questo atteggiamento è dovuto alle pressioni dei settori riformisti sullo stesso Chavez. In questo paese nessun passo può essere fatto se non si eliminano prima questo tipo di consiglieri...”.
Il 25 giugno il libro è stato presentato di fronte a 550 operai delle acciaierie Sidor. In quest’occasione Alan ha commentato una delle idee tipiche di Dietrich e del riformismo venezuelno, quella riguardo alla creazione di un Blocco Regionale di Potere del capitalismo latinoamericano: “si suppone che i capitalisti argentini dovrebbero essere parte di questo blocco e tutti sappiamo quanto i padroni argentini amino i lavoratori venezuelni” ha detto suscitando le risate divertite dei presenti. I lavoratori della Sidor infatti hanno ottenuto la nazionalizzazione della propria azienda dopo una durissima lotta contro la vecchia proprietà, una multinazionale italo-argentina. Nel corso del dibattito, diversi operai sono intervenuti sottolineando l'importanza del controllo operaio all'interno del processo di nazionalizzazione. Una operaia, Yessica, ha enfatizzato come la nuova Sidor nazionalizzata non può ripetere la stessa corruzione e le stesse ingiustizie presenti all'interno di un'azienda capitalista, dove i manager arrivano a guadagnare 43.000 dollari a fronte di paghe operaie da fame.
Ma le assemblee con Woods hanno raggiunto ogni settore della società, come nello Stato di Tachira, stato a base agricola, dove la platea di 250 persone era composta principalmente da contadini e studenti universitari. In generale ovunque si è registrata un'alta partecipazione di militanti di base del Psuv. In occasione della presentazione del libro a Caracas (100 persone presenti), il “tour” di Alan ha subito anche un attacco pubblico da parte dell'Universal, uno dei principali giornali borghesi venezuelni. Uno degli opinionisti della redazione ha scritto un editoriale dove affermava: “preoccuparsi del problema degli approvvigionamenti significa atterrare nel mondo reale, rompere con i sogni e le chimere della sinistra infantile e di teorici europei come Alan Woods, per rafforzare i rapporti con la comunità economica internazionale”.
Il giorno dopo Alan è stato ospite del programma televisivo “Controffensiva” del principale canale statale venezuelno. Dopo questi due avvenimenti, la sera stessa, è stato invitato a partecipare a un'iniziativa del Psuv del giorno dopo insieme a Chavez . Prelevato dall'aereo presidenziale, si è quindi trovato a Nueva Sparta, sull'isola Margarita. Appena arrivato all'aereoporto ha potuto scambiare qualche battuta con Chavez, in particolare riguardo alla nazionalizzazione della Sidor. Chavez ha commentato positivamente il libro di cui stava leggendo alcune parti, affermando scherzosamente: “Lunga vita a Marx! Abbiamo bisogno di lui oggi più che mai!”. Durante il successivo comizio Chavez ha quindi affermato di essere consapevole delle critiche che provengono dai marxisti e di tenerle in seria considerazione.
Da un Chavez all'altro, le presentazioni del libro si sono quindi spostate nello Stato di Barinas dove è candidato alle prossime elezioni amministrative il fratello del presidente, Adan. Quest'ultimo ha presenziato personalmente alle diverse assemblee, le quali hanno visto partecipare complessivamente più di 800 persone. Nel corso dei diversi incontri tenuti con gli attivisti del Psuv, durante tutto il giro di assemblee, Alan ha sempre ripetuto la necessità di combattere la burocrazia interna all'apparato dello Stato richiamandosi esplicitamente ai metodi proposti da Lenin in “Stato e rivoluzione”:
Elezione democratica e revocabilità di tutti gli incarichi di funzionariato
Sostituzione dell'esercito permanente con forme di milizia popolare
Salari operai per tutte le cariche dello Stato
Rotazione degli incarichi secondo il principio: “se tutti sono burocrati, nessuno è un burocrate”.
Per la prima volta da decenni queste idee escono dai libri, per camminare tra alcuni dei settori più avanzati della classe operaia internazionale. Questo è l'obiettivo fondamentale a cui si sta dedicando la Cmr in Venezuela, questo è l'obiettivo a cui crediamo debba dedicarsi ogni marxista a livello internazionale.
Alan Woods intervistato sulla TV di stato Venezuelana
Mercoledì 2 luglio Alan Woods è stato invitato come ospite alla tramissione "Contragolpe" su Venezolana de Televisiòn, la principale TV di stato Venezuelana. Riportiamo il video dell'intervista (in spagnolo). Qua è riportato l'articolo integrale su In Defence of Marxism (in inglese).