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Sabato sera, durante il concerto degli Ska-p, al PalaLottomatica di Roma, tre compagni del Comitato Giù le mani dal Venezuela, una campagna internazionale di solidarietà con il Venezuela nell’ambito della quale sono state organizzate assemblee di massa in tutto il mondo con la presenza anche dello stesso Chavez e delle ambasciate del Venezuela, di Cuba e della Bolivia, sono stati bloccati dalla Digos mentre erano impegnati a diffondere propaganda a sostegno della campagna. I tre compagni, militanti anche del partito della Rifondazione Comunista, erano stati invitati dagli Ska-p a allestire un banchetto informativo sulla situazione politica in Venezuela. Un’iniziativa che il gruppo, notoriamente impegnato nella difesa dei processi rivoluzionari in atto in America Latina, ha voluto ospitare e promuovere ad ogni tappa del tour. Banchetti del genere sono stati giá allestiti durante i concerti fatti nelle settimane scorse in Francia, così come qualche giorno fa a Torino e a Firenze. Ma a Roma, l’iniziativa è stata bloccata dalla Digos.
Sabato sera, i compagni stavano volantinando all’interno del Palazzetto, quando quattro uomini, tutti in borghese, si sono avvicinati con fare intimidatorio. Dopo essersi qualificati come agenti di polizia, hanno intimato ai compagni di mostrare loro i documenti, registrato generalità, indirizzo e numero di telefono. Alla domanda di uno dei compagni, “Perché il numero di telefono?”, uno dei poliziotti ha risposto “Preferisci che un’eventuale denuncia ti arrivi per posta?”.
Sotto minaccia di denuncia per “propaganda non autorizzata”, gli agenti hanno obbligato i compagni a interrompere il volantinaggio, smontare il banchetto e interrompere la distribuzione di tutto il materiale, compresi adesivi e spillette. Nonostante l’iniziativa fosse stata autorizzata dalla casa di produzione del gruppo, così come dagli stessi Ska-p che appoggiano attivamente la campagna, gli agenti hanno sostenuto che sarebbe stato necessario inoltrare una richiesta di autorizzazione almeno 48 ore prima alla questura. Autorizzazione, ha commentato uno dei poliziotti a mezza bocca, che il questore non avrebbe mai concesso perché la nota organizzazione di estrema destra Forza Nuova aveva già predisposto un volantinaggio nei pressi del PalaLottomatica.
È inaccettabile che un gruppo di neofascisti possa impunemente diffondere la propria propaganda becera, razzista e reazionaria, mentre tre compagni rischiano di essere denunciati per aver tentato di svolgere un’attività prevista dagli stessi organizzatori del concerto. Quanto successo sabato sera al Palalottomatica non è che l’ennesimo esempio del clima di repressione che si respira negli ultimi mesi a Roma. La Giunta Alemanno tollera che gruppi neofascisti seminino il panico con vere e proprie spedizioni punitive a danno di immigrati (come successo recentemente nei pressi della Caffarella, a Tor Bella Monaca o a Piazza Vittorio) o di compagni di Rifondazione, come successo poche settimane fa davanti alla sede della Direzione Nazionale di Viale del Policlinico, ma impedisce a tre militanti di sinistra di diffondere materiale sostegno di un processo rivoluzionario.
La nostra risposta sarà un impegno ancora più forte alle idee che vengono dalla rivoluzione bolivariana che Chavez sta portando avanti in Venezuela e, qui in Italia, una adesione sempre più convinta a tutte le mobilitazioni contro la repressione e in difesa del diritto allo studio e di tutti i posti di lavoro messi a rischio dalla crisi economica, a partire dalla difesa di tutti gli stabilimenti della Fiat a partire da quello di Pomigliano. |