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Scritto da Alessandro Villari
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17 / 02 / 2010 |
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Nell’estate 2007 i media di tutti i Paesi occidentali sollevarono un gigantesco polverone contro il Presidente del Venezuela Hugo Chavez, reo di aver “chiuso una televisione di opposizione”, l’emittente RCTV, e di soffocare così la libertà di espressione. Scrivemmo all’epoca un commento che documentava come la realtà fosse ben diversa da come veniva intenzionalmente dipinta: in Venezuela la grandissima maggioranza dei mezzi di comunicazione era (ed è tuttora) privata e ferocemente antigovernativa; del resto RCTV, che pure nell’aprile 2002 aveva apertamente appoggiato il colpo di stato contro Chavez, non veniva comunque chiusa ma, avendo violato in più occasioni la normativa televisiva, non le veniva rinnovata alla scadenza la concessione delle frequenze via etere. |
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Scritto da Patrick Larsen, dal Venezuela
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18 / 09 / 2009 |
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Negli ultimi 2 mesi gli eventi in Venezuela e in altri paesi dell’America Latina hanno enormemente approfondito le contraddizioni tra rivoluzione e contro-rivoluzione. Prima c’è stato il colpo di stato in Honduras alla fine di giugno che ha rappresentato un avvertimento per le masse del Salvador, della Bolivia, dell’Ecuador e del Venezuela. dal sito In defence of Marxism In seguito c’è stato l’annuncio dei piani degli Stati Uniti di aumentare la loro presenza militare in Colombia che ha provocato una pesante crisi diplomatica tra il Venezuela e la Colombia e uno stato d’allerta tra le masse boliviane. Come fattore decisivo, comunque, la recessione economica mondiale ha avuto pesanti effetti sulla situazione in Venezuela dove i lavoratori stanno affrontando attacchi feroci da parte dei padroni. |
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Scritto da Mauro Vanetti
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30 / 05 / 2009 |
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Sempre a difesa del profitto e dello sfruttamento Mai, come attivisti impegnati nella costruzione di solidarietà politica con il processo rivoluzionario venezuelano, abbiamo avuto al nostro fianco il Partito Democratico e le sue emanazioni. Anzi, a dirla tutta, spesso anche la parte più moderata della sinistra e del sindacato si è mostrata piuttosto freddina su questo tema se non addirittura apertamente ostile. Grande quindi è stato il nostro stupore nel ricevere la notizia che alcuni parlamentari del PD hanno presentato, il 26 maggio scorso, una interpellanza urgente di solidarietà col Venezuela. Ad una lettura più approfondita, tuttavia, l’equivoco si è chiarito: la mozione sottoscritta dalla capogruppo democratica, Anna Finocchiaro, è una mozione di solidarietà con gli imprenditori d’origine italiana vittime degli espropri del governo Chávez – non certo con i milioni di lavoratori e contadini di quel Paese che nell’ultimo decennio sono impegnati in un corpo a corpo durissimo con l’oligarchia venezuelana e con il prepotente imperialismo statunitense. |
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Scritto da Comitato "Giù le mani dal Venezuela"
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11 / 03 / 2009 |
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La rivoluzione faccia a faccia con il boicottaggio capitalista e con il carovita È passato quasi un anno da un famoso incontro tra Chavez e le principali aziende capitaliste venezuelane. In quell'occasione il presidente chiese alla classe dominante venezuelana di investire nell'economia, di mantenere un profilo patriottico, garantendo in cambio la sicurezza degli investimenti. In quel periodo i discorsi di Chavez si riempirono di riferimenti alla Cina e in misura minore anche al presidente della Bielorussia Lukašenko. Il bilancio da trarre degli effetti sortiti è brutalmente sintetico: i principali gruppi capitalisti nazionali e internazionali hanno ignorato qualsiasi garanzia o stimolo all'investimento, continuando apertamente a boicottare e indebolire l'economia venezuelana. |
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Scritto da Redazione
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23 / 02 / 2009 |
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Ora bisogna passare ai fatti! Nuova vittoria per la rivoluzione venezuelana. Con il 54, 36% le masse hanno detto “sì” all’emendamento costituzionale che permette di rendere rieleggibili le principali cariche pubbliche, compresa quella di capo di Stato. Quasi 6,3 milioni di venezuelani hanno dato luce verde alla modifica della norma che permetterà al Presidente Chávez di ripresentarsi alle elezioni presidenziali del 2012. Ma il successo ottenuto domenica 15 febbraio è soprattutto la prova tangibile che la correlazione di forze in Venezuela è ancora favorevole alla rivoluzione. “Chavez presidente a vita?” come hanno titolato molti giornali italiani? Nulla di più lontano dalla realtà: ricordiamo a questi signori che la costituzione del Venezuela prevede la possibilità di revoca di ogni carica elettiva, compresa quella del Capo dello Stato. La realtà è che la borghesia occidentale non può sopportare che un presidente che si definisce “rivoluzionario” e “socialista” goda, dopo oltre dieci anni di mandato, di un così ampio sostegno popolare. |
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Scritto da Redazione
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09 / 02 / 2009 |
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Segnaliamo questo articolo di Daniela Bernaschi tratto da Liberazione dell'8 febbraio.
Due operai, Pedro Suarez e Josè Marcano, sono stati uccisi durante un violento scontro avvenuto - lo scorso 29 gennaio nello stato di Anzoategui (Venezuela)- tra la polizia e i lavoratori che protestavano davanti lo stabilimento della Mitsubishi Motors Company. Le due vittime, sono state uccise dalla polizia regionale di Anzoategui che stava sgombrando centinaia di lavoratori che, dal 12 gennaio, occupano lo stabilimento della multinazionale giapponese. L'occupazione è stata scatenata dal licenziamento di 135 lavoratori da parte dell'impresa subappaltatrice Induservis, in seguito alla decisione della Mitsubishi di rescindere il subappalto. In un'assemblea, tenutasi all'interno dello stabilimento, dove erano presenti 893 operai: 863 hanno votato a favore dell'occupazione, 21 contrari, 3 astenuti. |
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Scritto da Redazione
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01 / 12 / 2008 |
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Ieri è giunta la notizia dell’assassinio di tre importanti dirigenti sindacali in Venezuela. I loro compagni accusano per questi omicidi l’azienda Alpina, di proprietà colombiana, dove i lavoratori sono attualmente in lotta e dove lavoravano i tre assassinati. Si ritiene inoltre responsabile anche Didalco Bolivar, ex governatore dello stato di Aragua, appena sconfitto alle elezioni. Quest’ultimo, eletto nello schieramento bolivariano ma poi passato all’opposizione è già conosciuto per il frequente uso della polizia contro i lavoratori. La Tendenza marxista internazionale si unisce alla condanna di questi omicidi e chiede alla classe operaia del Venezuela di mantenere la propria fermezza, di organizzarsi e di continuare la lotta per il socialismo, cominciando con la partecipazione a tutte le azioni di protesta programmate in risposta a questo atto criminale. |
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Scritto da A.C. - Comitato Giù le mani dal Venezuela
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01 / 12 / 2008 |
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“Queste elezioni rappresentano una grande vittoria del popolo, del Psuv. Il cammino del Venezuela verso il socialismo è stato ratificato. Adesso abbiamo il dovere di continuare a costruire questo storico progetto. Se guardiamo la mappa del Venezuela è quasi tutta roja-rojita”. Con queste parole il Presidente Chàvez ha commentato lunedì il risultato delle elezioni amministrative in Venezuela. Un risultato che, stando a guardare le nude cifre, potrebbe sembrare una schiacciante vittoria per la rivoluzione.Il Psuv, Partito socialista Unito del Venezuela, si aggiudica infatti 17 regioni su 22, incluse Sucre, Aragua e Guarico, i cui governatori avevano voltato le spalle al chavismo nel corso del proprio mandato. Anche nell’80% dei comuni, le masse venezuelane hanno votato a favore della rivoluzione. |
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Scritto da Patrick Larsen, dal Venezuela
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10 / 11 / 2008 |
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Alì Primera, un famoso cantautore comunista venezuelno, una volta scrisse: “Dobbiamo fare presto la rivoluzione. Perchè più sarà ritardata, più sarà difficile.” Si tratta di parole profonde che riassumono in maniera brillante i principali problemi di fronte a cui si trova oggi la rivoluzione venezuelna. Hugo Chàvez è al potere da dieci anni – un periodo in cui abbiamo visto diversi tentativi da parte dell'imperialismo e dell'oligarchia di rovesciarlo e fermare tutte le riforme sociali che sta promuovendo. Di volta in volta la massa di lavoratori, giovani e poveri delle città si è mobilitata per difendere la rivoluzione. |
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Scritto da Patrick Larsen da Puerto Ordaz
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26 / 09 / 2008 |
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La lotta tra riformismo e rivoluzione continua Nella notte e nelle prime ore del mattino di giovedì 11 settembre, 1300 giovani sono arrivati da tutto il Venzuela a Puerto Ordáz (Ciudad Guayana), nello stato orientale di Bolivar, per celebrare il congresso fondativo della J-PSUV (la gioventù del PSUV). Questi sono stati eletti come delegati dai battaglioni giovanili ( i circoli del partito, ndt) e dai collegi elettorali delle loro zone e molti di loro hanno viaggiato tra le 10 e le 20 ore per arrivare al luogo del congresso. |
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Scritto da Alan Woods
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02 / 09 / 2008 |
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In un programma televisivo a copertura nazionale, il 31 luglio, il Presidente Chavez ha annunciato la nazionalizzazione della Banca del Venezuela, di proprietà del gruppo multinazionale spagnolo Santander. “Nazionalizzeremo la Banca del Venezuela. Faccio un appello al Gruppo Santander perché venga in Venezuela a iniziare la trattativa”. Ha poi aggiunto: “Mesi fa ho ricevuto la notizia attraverso i servizi di intelligence che la Banca del Venezuela, privatizzata anni fa, stava per essere venduta dal suo proprietario spagnolo; che era in corso una trattativa tra lo stesso Gruppo Santander e un banchiere privato venezuelno e che il banchiere in questione aveva bisogno dell'autorizzazione del governo per comprare la banca, visto che non si tratta di una piccola operazione (...) a quel punto ho spedito loro un messaggio per dire che il governo venezuelno stesso era intenzionato a comprare la banca, visto che la volevamo riprendere in mano. I proprietari hanno detto ‘no, non ve la venderemo’, così io ho risposto: ‘no, no, noi ve la compriamo. Quanto costa? Pagheremo e la nazionalizzeremo’ ”. |
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