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Articoli correlati
 
No al colpo di stato in Bolivia! Stampa E-mail
Scritto da Roberto Sarti   
12 / 09 / 2008

No all’aggressione imperialista al Venezuela!

 

Venti di golpe minacciano Bolivia e Venezuela ed in tutti e due i casi è evidente la lunga mano degli Stati Uniti. L’altro ieri il presidente della Bolivia ha dichiarato persona non grata l’ambasciatore Usa a La Paz, Goldberg, espellendolo dal paese.

Come ritorsione Bush vuole fare lo stesso con l’ambasciatore boliviano a Washington. Goldberg è stato pienamente coinvolto nell’escalation di violenza provocata dalla destra reazionaria boliviana che ha la sua roccaforte a Santa Cruz e nelle altre provincie dell’oriente del paese. Di recente lo stesso Goldberg si è recato a Santa Cruz ad incontrare il prefetto locale, Ruben Costas. Un altro dei capi della rivolta, Branko Marinkovic, presidente della Conalde (Consiglio nazionale democratico, la centrale organizzativa delle forze reazionarie) è stato invece negli Stati uniti non più tardi della settimana scorsa.

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Colombia, Venezuela ed Ecuador: aumenta l’escalation dell’aggressione imperialista Stampa E-mail
Scritto da Pablo Cormenzana, Cmr Venezuela   
06 / 03 / 2008

L’assassinio di un gruppo di guerriglieri delle Farc in Ecuador da parte del governo colombiano narco-paramilitare non è nient’altro che una mossa ampiamente preparata all’interno della strategia di escalation in atto da parte dell’imperialismo nord americano nei confronti delle mobilitazioni sociali latino americane e particolarmente contro la rivoluzione venezuelna.

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Cuba, Liberazione e la 'libertà di informazione' Stampa E-mail
Scritto da Jacopo Renda   
07 / 06 / 2007
L’articolo scritto da Angela Nocioni su Cuba nell’edizione del 30 Maggio di Liberazione sta suscitando un piccolo terremoto politico nel Prc e più in generale nella sinistra. Centinaia di lettere ed email inondano da giorni la redazione del quotidiano diretto da Piero Sansonetti, lettere piene di indignazione e sconcerto per gli articoli della “nostra” inviata in America Latina.
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Brasile - Solidarietà con la fabbrica occupata Cipla Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
06 / 06 / 2007
sotto attacco da parte della polizia


Il 31 maggio scorso la polizia federale brasiliana ha compiuto un’irruzione all’interno della fabbrica occupata Cipla a Joinville. I lavoratori sono stati espulsi dallo stabilimento e il consiglio di gestione, eletto dai lavoratori stessi, è stato esautorato.

La Cipla è stata occupata a partire dal novembre 2002, come reazione da parte dei lavoratori ad una situazione intollerabile, con mesi di stipendi arretrati non pagati e il rischio di una probabile chiusura di questa fabbrica di materie plastiche che impiega circa 800 lavoratori. In questi cinque anni i lavoratori hanno fatto funzionare gli impianti da soli, aumentando la produzione, riducendo la settimana lavorativa a 30 ore con salari fra i più alti della categoria in tutto il Brasile.

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Cipla (Brasile): Lettera al movimento operaio internazionale Stampa E-mail
Scritto da Serge Goulart*   
05 / 06 / 2007
Risposta al giudice Oziel Francisco de Sousa, che ha ordinato l’irruzione di 150 poliziotti all’interno della Cipla con l’obiettivo di chiudere la fabbrica
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Ecuador Correa e l'oligarchia ai ferri corti Stampa E-mail
Scritto da Jacopo Renda   
23 / 04 / 2007
Lo scorso novembre il vento di cambiamento che attraversa l’America latina, dopo oltre 15 anni di sconfitte e di riflusso, ha iniziato a soffiare anche in Ecuador. Rafael Correa, economista con pochi trascorsi politici, ha vinto le elezioni sconfiggendo nettamente il re dell’impero delle banane Alvaro Noboa, uno dei principali capitalisti del paese che godeva delll’appoggio degli Usa  e aveva investito milioni di dollari nella campagna elettorale.
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Anche in Ecuador soffia il vento della rivoluzione latinoamericana Stampa E-mail
Scritto da Jacopo Renda   
18 / 12 / 2006
Dopo il Venezuela, la Bolivia e il Brasile anche l’Ecuador ha eletto il suo presidente. Ancora una volta abbiamo assistito ad una campagna elettorale estremamente polarizzata in cui si contrapponeva un rappresentate dell’oligarchia, Alvaro Noboa ed un rappresentante della sinistra e delle organizzazioni sociali: Rafael Correa.
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La rivoluzione cubana è in pericolo Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Giardiello   
07 / 09 / 2005

Difendiamola!

La rivoluzione cubana è con la rivoluzione russa e quella cinese uno dei più grandi accadimenti del XX secolo. Per la prima volta veniva rovesciato il capitalismo in un paese delle Americhe (assieme alla brutale dittatura di Batista) a solo 90 chilometri dalle coste degli Stati Uniti.

Nonostante i limiti burocratici del regime cubano, la rivoluzione ha rappresentato un gigantesco passo in avanti sul terreno educativo (l’analfabetismo è praticamente scomparso nei primi anni dopo la rivoluzione) e sanitario (raggiungendo livelli di mortalità infantile inferiori ai paesi europei più avanzati); il tenore di vita dei cubani, grazie all’abbattimento del capitalismo e alla pianificazione economica si è certamente elevato al di sopra della maggior parte dei paesi dell’America Latina.

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